<<L'agenzia interinale non è un ufficio come gli altri.
E' un'incubatrice che ti nutre e ti tiene in caldo. E che quando
viene aperta ti rispedisce fuori al freddo e ti sputa tutta la realtà
della vita in faccia.>>    

Due uomini, insieme in una interminabile fila all’interno di una agenzia di lavoro interinale, aspettano.
Aspettano il loro turno e con esso aspettano risposte, brandelli di certezza, il miraggio di un lavoro e di una vita stabile, semplice e ordinaria che sembra irraggiungibile.

Mentre l’attesa sembra divorarli, tirando fuori i loro tic e le loro piccole ossessioni, cominciano a svelarsi pian piano l’un l’altro; e in un crescendo di dialoghi tanto surreali quanto tremendamente veri, insieme alle loro vite, ai loro amori e alle loro malefatte, vengono a galla anche i tanti problemi di un Paese che non riusciamo più a riconoscere, attanagliato dalla cultura sfrenata del consumo, da una politica incapace e da uno smarrimento generale di chi il Paese lo abita.

In un susseguirsi di situazioni tragicomiche, scambi di battute incalzanti e “ritratti” di imbarazzante attualità, i due uomini protagonisti della piéce condurranno lo spettatore attraverso un universo parallelo e bizzarro, narrato con spietata leggerezza. Uno specchio della nostra realtà quotidiana sul quale riflettere e attraverso il quale concedersi il lusso di una sana, liberatoria risata.

 



<<...Essenziali, divertenti, emoziananti, ironici. Con un'ora di spettacolo, una
coperta e due sedie, riescono a descrivere in modo perfetto una delle piaghe
più profonde del nostro piccolo Paese. Di questi tempi non è facile assistere
ad uno spettacolo così divertente e allo stesso tempo intelligente, colto ed
emozionante, ragionante e ragionato. Credo che sia dal tempo degli spettacoli
di Giorgio Gaber al Brancaccio che non mi divertivo più così. Bravi!!!>>

Una spettatrice
 

<<Vargiu e Janni portano alla luce la storia di due generazioni a confronto
ognuna con i propri miti e le proprie paure. Un moderno sogno americano,
ma all'italiana stavolta […] Delirium Vitae è un quadro amaro e reale di quel
teatro dell'assurdo che è l'Italia di oggi […] Uscendo da teatro è impossibile
non riflettere su una realtà di cui tutti parlano, ma nessuno ha il coraggio di
raccontare veramente>>.

Mariangela Gallina – SardegnaEventi24.it


<<Una serata indimenticabile, quella di ieri, dove Michele Vargiu e Giulio
Federico Janni ci hanno regalato il loro ultimo spettacolo - la prima nazionale
è andata in scena l'altro ieri al centro culturale "Aldo Fabrizi" di Roma -
dedicato alla vita e ai sogni "interinali", recitando in mezzo a noi. Una di quelle
serate che ce ne vorrebbero, una di quelle occasioni in cui ti immergi nel
talento e nell'eleganza di chi riesce a esorcizzare temi drammatici come la
disoccupazione, anche strappando qualche gustosa risata. Un evento
prestigioso, uno spettacolo scritto a quattro mani, che ha rapito il pubblico. E
siamo rimasti tutti senza parole. >>.

Mario Borghi – Tiscali News


<<Quello che infine rende "Delirium Vitae" uno spettacolo del tutto aderente
con la realtà - e in questo estremamente raro nel panorama italiano - è anche
la sua trasformazione nel tempo. I due autori ce lo confessano con orgoglio
[…] Per questo continuano a limare, aggiungere e ricreare spazi di "Delirium
Vitae" con frammenti di quelle storie, sempre diverse perché nate dalla
risposta dei nostri tempi a un mondo sempre più "flessibile" e "in mobilità">>
.
Nora Paoloni – La voce del ribelle

 

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